MosaiciNeriDiRavenna


I Mosaici Neri di Ravenna sono un progetto ideato da Cestha (un’associazione di biologi e ricercatori in campo ambientale e marino con sede a Marina di Ravenna che si occupa di numerosi progetti legati ai diversi aspetti della tutela dell’ambiente, dagli studi naturalistici alla divulgazione ed educazione ambientale).
Il team Chesta sta portando avanti da alcuni anni un progetto di protezione degli ecosistemi dunali, per la salvaguardia di questi habitat. In questo contesto si inserisce il lavoro a scopo divulgativo, di produzione di alcune tavole tattili per creare un percorso di collegamento tra arte e natura.
L’idea nasce per ampliare l’accessibilità del mosaico, forma d’arte tipica del territorio ravennate, ad alcune categorie di utenti svantaggiate quali non vedenti ed ipovedenti, oltre ad essere uno strumento disponibile a tutti i fruitori, capace di avvicinare al mondo delle arti musive.
Trattandosi di un progetto auto finanziato dai promotori si è scelto di concentrarsi su un numero limitato di soggetti in grado di mettere in relazione le figure musive con l’ambiente naturale. A tal proposito sono stati scelti animali e vegetali estinti o a rischio estinzione nel territorio locale con lo scopo di sensibilizzare gli utenti alla cura e rispetto dell’ambiente.
I soggetti selezionati e tipici della zona sono, per la flora, il pino, il campanellino e il giglio; ghiandaia, airone e pollo sultano per il mondo animale.

Artificio Digitale si è impegnata nello sviluppo del progetto: partendo da una ricostruzione digitale dei mosaici storici il disegno dei mosaici è stato modellato per la lettura tattile.
Parallelamente, per dare forma solida a fotografie tipicamente bidimensionali, sono stati scolpiti digitalmente le forme dei soggetti reali ottenendo dei bassorilievi.
Nella fase di modellazione la sfida fondamentale è stata consentire la reale leggibilità al tatto dei soggetti raffigurati nei mosaici dando maggior rilievo in altezza alle tessere che compongono la figura così da percepire la differenza dallo sfondo.

Dal lavoro virtuale al computer i mosaici sono stati stampati in 3D ottenendo un prototipo in positivo da cui trarre uno stampo in negativo in gomma bicomponente (prodotta da Reschimica) per sperimentare diversi materiali da usare in colata per la realizzazione del prodotto finale.

Il TeCLaB, laboratorio semi-professionale dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, con gli studenti Emauele Matronola e Baher Gunaid, si è occupato della realizzazione dei mosaici, sperimentando vari materiali di colata e diversi trattamenti di finitura superficiale per conseguire la migliore e più efficace esperienza tattile. Dopo opportuni test per la realizzazione del prodotto finale è stato selezionato il gesso trattato ad effetto ceramico.

Dalla sinergia di questi gruppi di lavoro, ricerca e sperimentazione nascono i Mosaici Neri di Ravenna che, in occasione di della Biennale del Mosaico, sono esposti al Mar (il Museo d’Art Contemporanea di Ravenna) dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018.